Prima di partire - Italiani NATO Izmir

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CONSIGLI PRIMA DELLA PARTENZA
 
 
Riduzione al minimo contrattuale delle utenze
 
Questo paragrafo, ovviamente, è di particolare interesse per il personale militare che, fino al momento del trasferimento all’estero, viveva nell’abitazione di proprietà.

 
-   Imposte.
 
Recandosi presso l’ufficio delle imposte nel comune di residenza, c’è la possibilità (a seconda del comune di residenza), compilando uno specifico modulo, di chiedere la riduzione del 30% della tassa sulla nettezza urbana. Nella richiesta si dichiara che l’interessato risiederà all’estero per motivi di lavoro per un periodo minimo di sei mesi. Non è altresì indispensabile indicare la data di partenza e quella di rientro. Per quanto riguarda il pagamento della tassa sul possesso della casa (IMU), nel caso non si abbia nessuno (genitori/fratelli altri parenti) a cui lasciare l’impegno, può essere pagato anche on line.
 
-   Utenze, energia e corrente elettrica.
 
Relativamente ai contratti luce, gas e acqua è consigliabile telefonare al numero verde delle società che forniscono i servizi, segnalando che a partire da una certa data non si effettueranno più consumi, perché si risiederà all’estero per un periodo di tre o quattro anni. Successivamente, si può inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, con la segnalazione dell’ultima lettura del relativo contatore. Conseguentemente, saranno addebitati solo i costi di gestione dell’impianto. Tale soluzione (congelamento delle bollette), consentirà all’interessato, qualora decidesse di trascorrere un periodo di vacanza nella propria abitazione di proprietà, di poter disporre di un appartamento completamente efficiente. Si consiglia, inoltre, di domiciliare su conto corrente bancario il pagamento di tutte le utenze attive. Infine, è consigliabile disdire l’abbonamento RAI segnalando con raccomandata con ricevuta di ritorno all’Ufficio URAR di Torino, che il titolare dell’abbonamento è in fase di trasferimento all’estero e che l’apparecchio televisivo sarà portato al seguito. Prima di inviare la lettera potrebbe essere opportuno contattare il numero verde per ulteriori informazioni.
 
-   Posta.
 
E’ possibile domiciliare la propria posta presso un’altro indirizzo, con un servizio denominato “Seguimí’ dalle Poste Italiane e che consente di recapitare presso un vicino o un familiare tutta la corrispondenza. Attenzione! Le Poste Italiane non detengono l’esclusiva della posta da recapitare e sarebbe opportuno che, comunque, qualcuno dei conoscenti verifichi la cassetta delle lettere, per evitare di non essere a conoscenza di posta importante che sia stata recapitata in nostra assenza. Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate a volte non si avvale di Poste Italiane per la corrispondenza, ma utilizza dei comuni corrieri o la polizia municipale.
 
-   Assicurazione e bollo auto.
 
All’atto dell’arrivo nella nuova sede l’auto di proprietà proveniente dall’Italia deve essere immatricolata in Turchia (entro 30 giorni non viene pagata alcuna mora e comunque la registrazione deve essere effettuata entro 180 giorni dallo sdoganamento in Turchia) e assicurata con una delle compagnie nazionali locali. Pertanto, si consiglia, qualora non si faccia ritorno regolarmente in Italia su strada, di non continuare a pagare l’assicurazione italiana. A questo ultimo problema si può ovviare in due modi: il primo, più drastico, prevede la disdetta dell’assicurazione dalla data di scadenza della polizza stessa. La disdetta (solo per alcuni contratti assicurativi) deve essere richiesta nei termini previsti con invio di raccomandata A/R presso l’agenzia assicuratrice. La seconda opzione, invece, consiste nel richiedere alla compagnia assicuratrice di congelare la polizza fino alla data di rientro. Tuttavia, occorre precisare che non tutte le compagnie offrono tale possibilità e, inoltre, alcune chiedono la riattivazione della polizza almeno per un giorno durante l’anno contrattuale ed il tutto avviene con conseguenti intuibili difficoltà. Anche per la tassa di possesso dell’automobile, “bollo”, bisogna fare un distinguo: una volta immatricolata la vettura in Turchia, la targa nazionale non verrà più utilizzata per circolare e potrebbe essere restituita al Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.), mediante la spedizione in Italia ad una agenzia di servizi e pratiche automobilistiche (previo contatto al momento della partenza dall’Italia) che provvederà all’espletamento della pratica con una spesa da concordare. Ovviamente, la consegna della targa può anche essere fatta di persona in Italia seguendo le normali procedure del P.R.A.. La decisione di consegnare definitivamente la targa italiana converrebbe soltanto se si decidesse di vendere l’auto all’estero prima della scadenza del proprio mandato. In caso contrario, converrebbe conservare la targa italiana, continuando a pagare annualmente il bollo, per poi reinstallarla al momento del rientro in Italia, evitando così di dover pagare le spese di immatricolazione del veicolo.
 
 
Glı Italianı del LANDCOM di Izmir (Turchia)
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